Ritorni

Settemila chilometri percorsi al rovescio, quattro mesi e tre giorni dopo. Due scali, una valigia, sedici ore per aria, a mila metri di quota. Il pensiero del ritorno, fortissimo, una spinta per superare la stanchezza accumulata nel finale di un semestre bello tosto.

Ritrovare e ritrovarsi: lo smog e la metro di Milano, l’ascensore fino al settimo piano, le case dall’altra parte del viale e le tende che toccano il pavimento, “è come se non fossi mai partito”. Una giornata senza orari e scadenze, una pizza d’asporto e guardare una serie tv come personale, insuperabile paradiso.

Poi altri chilometri, di strade e di profili che non sono cambiati di una virgola. Le voci della tua casa e della tua famiglia, vagonate di ricongiungimenti in pochi minuti, “è come se non fossi mai partito”. Cibo che sa di cibo, vino che sa di vino, sorrisi che sanno di amicizia.

E Natale che in un baleno è già passato.

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