Fuori dalla finestra

Fuori dalla finestra passano giornate stupende: dolci, soleggiate, tranquille. Le ultime da godere, in quest’autunno caldo – di temperatura – che non vuole lasciarci (thanks to God).

Fuori dalla finestra tutto sembra sereno, rilassato: poco traffico, bus e studenti, due che giocano a frisbee.

Dietro la finestra ci sono io, con la mia amica ansia che mi batte sempre sulla spalla e il suo sorriso del cazzo tipo “Tanto lo so che non ti liberi di me”. Ci sono io che arrivo a sera trafelato e ho ancora duemila cose da fare, che poi il sonno mi frega mentre cerco di studiare; che vorrei e ormai penso solo al condizionale; che sono davvero stanco. Che non voglio mollare. Che ho ancora paura e a volte sensi di colpa.

Che guardo queste giornate e poi penso a casa e a cosa farei e allora è un casino e è meglio cambiare pensiero ma è impossibile e poi manca poco.

E poi non lo so, a volte non so cosa pensare perché siamo esseri umani e abbiamo dei limiti. E tutto qui.
E fuori dalla finestra ancora un raggio di sole, delicato, che disegna colori caldi sui prati e gli edifici.

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Un pensiero su “Fuori dalla finestra

  1. Si sa che l’autunno porta pensieri come frutti caduchi. Pensieri un po’ troppo maturati, con quell’odore dolciastro che anticipa la decomposizione e che fa sembrare inutile qualunque decisione. At tu, destinatus, obdura!Eli

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