In su

E così sei arrivato, amico autunno. Devo dire che sei arrivato un po’ in punta di piedi, e per accorgermi che ci sei ho dovuto alzare la testa. Tirarla in su, verso l’alto, verso i colori che qui dicono del foliage e (mi hanno detto) c’è gente che viene apposta per vederli, qui o sulla costa Est. E sono davvero colori bellissimi, come sanno essere bellissime le cose malinconiche: perché le foglie di questi aceri e altri alberi che non conosco, pieni di scoiattoli, sono bellissime proprio nel momento prima di seccare.

A essere un po’ più attento, caro amico autunno, avrei dovuto capirlo che eri arrivato anche senza guardare in su. Io quando cammino tendo a guardare in giù, e ok che sono juventino ma sembro davvero un gobbo: come se fissare le punte delle scarpe mi risolvesse la giornata, o se seguire con gli occhi gli intrecci delle stringhe sciogliesse gli intoppi quotidiani. Avrei dovuto capirlo da tutte quelle foglie secche, quei cric crac sotto le suole, o dagli scoiattoli che – presi dalla smania delle scorte – rimangono fermi senza curarsi per una volta degli umani e si divertono a scaraventare per terra le ghiande dai rami. Ma ho avuto da pensare, amico autunno, e non ci ho badato granché. Perché quando hai da pensare, viene naturale camminare ingobbiti guardandosi le scarpe.

Stasera sembra una sera di inizio estate, per questo mi chiedo se davvero sei arrivato, autunno: fuori dalla mia finestra cantano i grilli, passa qualche macchina, io sono solo in casa. Una sensazione di serenità, amico autunno, di quelle che dalle mie parti trascorri con la copertina guardando un film, mangiando le castagne o l’uva americana o i fichi. Ma senza castagne o fichi o uva o altro non è la stessa cosa, non è assolutamente la stessa cosa.

E anche i grilli vorresti che la smettessero.

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7 pensieri su “In su

  1. “…seguire con gli occhi gli intrecci delle stringhe sciogliesse gli intoppi quotidiani” bellissimo questo passaggio! Mi piace

  2. Ciao Iuri. Leggo sempre i tuoi articoli, anche se a chiamarli così mi sembra una reductio. Non sono piccoli arti, sono maiuscole epifanie della tua anima. Grazie per la condivisione di questi “pezzetti” di vita.Eli

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