Un’altra

Sta calando il sole. Che non è tanto per dire: c’è stato un momento preciso, avvertibile, percepibile in cui la stanza – prima inondata di sole, che intravedevo dietro le veneziane o sugli alberi fuori dalla finestra – si è spenta. E un’altra giornata è andata.

È andata tra le solite cose, una inaspettata novità mattutina, lavatrice e asciugatrice inframmezzate da una pasta, e-mail e Twitter. Studio, lavoro, watsapp. Come diceva Leopardi, e anche una pubblicità del Campari, l’attesa del piacere è essa stessa il piacere (per Leopardi, solo l’attesa può vagamente rappresentare un barlume di piacere). E allora aspettiamo quello che ci riserverà la sera.

Pensieri? Qualcuno. È andata proprio come volevi, oggi? Abbastanza. Perché, anche programmando, c’è sempre almeno una distrazione. Come questo post, che mi distrae dal libro che devo leggere, ma che siccome mi annoia cerco delle scuse per fare delle pause, anche se poi mi sento in colpa e allora lo leggo ancora più alla svelta.

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