UNO

Ieri sono entrato in casa e ho sentito lo stesso identico odore che ho sentito la prima volta che ci ho messo piede, la sera del 4 agosto. Un odore che non so proprio descrivere e che definirei strano, diverso. Ero reduce da circa 24 ore di viaggio (Breno-Linate compreso), e quell’odore fu per me la prima esperienza dell’America.
Dopo nove mesi sono ancora qui, ho scoperto molte cose dell’America e domani ritorno a casa. Incredibile ma vero: sono sopravvissuto. Ho, anzi, vissuto imparando davvero a arrangiarmi su tutto. E l’America? Beh l’America rimane con me in una situazione complicata: è un Paese di magone e nervoso ma anche di tante possibilità. Quest’ultima settimana è stata la più dura: un paper da finire, duemila altre cose in ballo, la testa già in Italia ma che deve rimanere qui ancora per un poco. Un misto di eccitazione e paura. Un unico, bellissimo pensiero. E, adesso, a letto, una stanchezza profonda. Ora dormo, sicuro che entro mezz’ora mi sveglierò con qualche paura legata alla partenza. Goodnight, ‘Merica; see you soon, Italia.

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