E-normi

Gli Stati Uniti sono esagerati, sempre e in tutto. E, quasi sempre, il loro è un eccesso che tende al grande, non certo al piccolo. Un po’ come quei ragazzi che sono cresciuti in famiglie povere ma col mito dell’apparenza, che se riescono a sistemarsi cercano di impressionarvi con ville, gioielli e auto costose.
Gli Stati Uniti sono un Paese esagerato perché sono il primo Stato, nell’era moderna, che non ha dovuto adattarsi all’ambiente: dai primi coloni sulla costa Est fino alla conquista dell’Ovest, è stato tutto uno spianare quel (poco) che c’era e conquistare quello che era ancora vergine. Venezia fu costruita su una palude per paura degli Unni, non per amore delle zanzare, mentre nell’immenso “corpo degli Usa” (come se non sbaglio lo chiamava Pavese) non c’è mai stato bisogno di adattarsi. Anzi, sono stati l’ambiente e i nativi a doversi adattare.
Questo ha reso gli americani un popolo di sfrontati ottimisti, convinti di essere il mondo: non c’è spazio? Costruiamo. I rifiuti? Apriamo una discarica. Serve lavoro? Ecco una fabbrica, un distributore di benzina, qualcosa. E chissenefrega del mondo, che inquinano più degli altri.
È da questo fregarsene delle norme che deriva la loro visione del mondo: loro, il loro mondo (inteso come Paese) lo dominano, e questo li fa sentire superiori. Hanno così adattato il mondo a loro che non sanno più collegare mentalmente il concetto di latte a quello di mucca e quello di carne a quello di manzo: il latte è dentro la plastica, la carne in un hamburger. Da qui anche quello che si sta rivelando sempre di più un boomerang, ovvero la fiducia che tutti possono fare tutto. Non importa le capacità che hai, se vuoi puoi. Anche se non è vero. Anche se le conseguenze negative le pagheranno gli altri. Non è un caso che i social siano nati qui, nel Paese dove esistono i drive-throu per andare al bancomat: non importa il contesto (il tutto) ma l’individuo (l’uno). Che ha, come suo diritto principale, quello di sentirsi soddisfatto; e, per arrivarci, tutto gli è consentito.
Proprio questa falsa democrazia ci sta fregando, noi del “mondo occidentale”: se tutti vogliono fare i dirigenti dove troviamo gli operai? Il guaio è che i modelli imperanti, quelli fondati sul tutto consentito senza norme tipici degli Usa, ci spingono a pensarci tutti sempre fuoriclasse, anche se abbiamo il fisico e le qualità di panchinari scarsi. È molto conservatore tutto ciò, ma è anche un’alternativa al modello Usa. Che negli Usa funziona per due motivi: spazi immensi e attrattiva dell’American way of live. Ma che, nel mondo, è economicamente insostenibile.

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