Ferragosto cade il quindici d’agosto

Forse è solo quando vai all’estero che capisci davvero che cos’è il Ferragosto. Quando sei al mare, arrampicato su uno scoglio della Croazia per cercare l’acqua più azzurra possibile, e un tizio croato ti chiede “Ma che cos’è il Ferragosto che voi in Italia festeggiate?”, ecco lì cominci a capire che cosa sia mai questo giorno. E lo capisci perché glielo devi spiegare, e per spiegarglielo la cosa dev’essere chiara anche a te. Ma a te, alla fine, non è chiara proprio per niente.

Sarà che alla fine ognuno ha il suo modo di festeggiare il Ferragosto perché ognuno ha un suo proprio Ferragosto? Penso di sì. Qui a Bloomington e negli USA non lo si festeggia, per esempio, e la cosa oggi un pochino mi attapirava. Non tanto per il clima, ché mi sa ha fatto un sole qui oggi che in Italia se lo sognano (purtroppo), e nemmeno perché sono dovuto andare al lavoro, ché non ho ancora iniziato nulla; ma perché qui il Ferragosto non c’è, e quindi non solo non lo si festeggia ma proprio non lo si sente.

E tutto questo è strano. Se ripenso ai miei Ferragosto ci trovo tante cose, legate soprattutto a Breno. Quando ero piccolo, il giorno di Ferragosto si assegnava il Palio delle Contrade: che festa, con la sfilata in costume e poi le corse delle bici e degli asini al Tassara. Poi la sera, imprescindibili, i fuochi d’artificio dal Castello. E tu potevi essere in Piazza Mercato, in Castello (sconsigliato), alla stazione, alla curva di Cambrant o ai tornanti di Mezzarro, all’oratorio: ovunque, ma sapevi che quando l’ultimo fuoco spariva nella notte, beh anche Ferragosto era bello che andato. In Piazza Mercato la musica continuava, chi poteva permetterselo tirava le 3 anche quella sera, ma ormai il Ferragosto in sé era andato. Bisognava aspettare un altro anno. E, sebbene gli ultimi due Ferragosto non fossi a Breno, ho provato – ovunque fossi – le stesse identiche sensazioni di fine festa: grazie a tutti, ci vediamo tra un anno.

Oggi sono qui, scrivo ed è tardo pomeriggio mentre in Italia già notte. E io penso ai fuochi, a Breno, a chi è lì; penso alle vostre grigliate, alle gite, ai bambini che hanno pochi mesi di vita e soprattutto ai musei del Trentino, e vi saluto. Qui il Ferragosto non è ancora finito ma cosa importa?, non esiste nemmeno.

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