Il ricco Silvio e gli italiani poveri

Apro e chiudo una parentesi su Berlusconi: non mi va di parlare di certa politica, né di fare commenti che son bravi tutti a fare; menchemeno mi va di fare − indirettamente − pubblicità a lui.

L’unico commento che voglio fare è questo. Silvio Berlusconi è una persona ricchissima, esageratamente ricca. La maggioranza degli italiani, io per primo, no. Nonostante questo, è stato da vent‘anni votato anche da questa maggioranza “povera”. Come ha fatto? Semplicissimo: si è sempre presentato e posto come loro, come questi “poveri”. Non tanto nell‘aspetto ma nei pensieri, nelle espressioni, nel modo di comportarsi e di reagire. È stato maestro nell‘incarnare il sogno di tutti questi “poveri” non di essere ascoltati dalla politica ma di diventare potenti. E diventarlo in una sola e unica accezione: facendo soldi, avendo cose che lo dimostrino.
Poche balle: Berlusconi è sceso in campo dopo la caduta del Muro di Berlino, l‘evento storico che ha eliminato per sempre le ideologie sostituendole con la prepotenza dell‘interesse economico. E quindi, da allora, per comandare, per vincere le elezioni, non serve più nessun discorso politco né tantomeno programmatico: basta disegnare un sogno e renderlo possibile.

Ecco, ora sembra che siamo all‘epilogo finale di una vicenda e di una persona che mi fanno pena, aggrappati come sono all‘orlo di una poltrona per non cadere nello schifo inqualificabile di una vita normale (la stessa che fanno da anni tutti i “poveri” che lo votano). Quindi, poiché sembra che nemmeno stavolta abbia intenzione di rassegnarsi a una sentenza della Magistratura ma che chiederà nuovamente conto agli elettori, a me viene solo da dare questo consiglio, a noi “poveri”. E cioè che nessun voto ci cambierà mai la vita (intesa nelle sue piccole e grandi cose quotidiane). Basta pensare che votandolo si diventerà come lui! Se nasci nella sua famiglia avrai occasioni e opportunità di lavoro incredibili, viaggerai, conoscerai persone; se nasci “povero” potrai votarlo quanto vuoi, ma a 29 anni non sarai mai nel CdA del Milan, a 30 anni in quello di Fininvest e a 40 in quello di Mondadori. Se nasci “povero” dovrai sempre e soltanto farti il culo quadruplo e raggiungerai forse un terzo di quello che potresti raggiungere se fossi nato nella sua famiglia.

Quindi sveglia: lui ha le tv, sono vent‘anni che manipola la realtà, ma adesso basta, sta diventando tutto troppo grottesco. Basta guardarsi un attimo intorno per capire che è impossibile credergli ancora. È come per una persona che conosco bene, “povera” ma amica da decenni di un riccone. Questa persona crede che per questo ricco l‘amicizia possa valere qualcosa a livello personale: non per ottenere favori, solo per lealtà. Ma per questo ricco l‘amicizia è stata sempre solo un modo per approfittarsi del tempo, dei favori e anche delle ricchezze materiali del “povero”.

(P. S.: so già che magari qualcuno, leggendo questo post, dirà: «Ah beh, perché il Pd, Monti, Grillo, la Lega sono meglio…». Io non ho parlato degli altri, e basta con questa solfa del guardare sempre nei piatti altrui dicendo che tanto tutto è uguale. Magari sì, e sicuramente non è che per forza l’alternativa sia migliore: però dico solo che Berlusconi, in questa specifica vicenda e nella sua specifica e personalissima carriera politica, ha rotto. E la colpa è solo sua).

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3 pensieri su “Il ricco Silvio e gli italiani poveri

  1. Molto bello il post Marco, grazie. Come avrai letto, non ne avrei parlato nemmeno io, ma non si può nemmeno sempre far passare sotto silenzio. Naturalmente, rispettando certi limiti.
    Clara: vaglielo a spiegare al Supergiovane…

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