IDALY

Riassunto molto molto sintetico. Italia, 1800 inoltrato, tanti Stati. Poi intorno al 1848 si svegliano i cittadini, le persone: fanno barricate, si fanno sentire. Inizia pian piano a muoversi qualcosa. Guerre d’Indipendenza, Carlo Alberto, Garibaldi: Regno d’Italia (i garibaldini, più ‘popolari’, devono piegare la testa davanti ai piemontesi, più ‘borghesi’).

Bene, c’è il Regno, c’è l’Italia. Chi vota? I ricchi. Gattopardo: tutto – soprattutto in certe zone – è rimasto com’è. Entusiasmi subito spenti, rapidissimamente spenti.

Fine ‘800 e poi ‘900: Italia sempre piccolina, troppo poco moderna.

‘900: il secolo del tutto nuovo. Prima Guerra Mondiale: il Re di colpo si ricorda dei contadini. Che non votano e che sono tanti. Favole di sciaboletta, retorica di D’Annunzio: 4 anni di guerra, 600 mila morti, ufficiali (borghesi) che sparano sui soldati (popolani, contadini, analfabeti), assurdità.

Fine della Guerra: sommosse. Comunisti che osano scioperare e occupare le fabbriche. Risultato: fascismo, vent’anni di dittatura. Sconfitti come? Anche con i partigiani, sostanzialmente cittadini, contadini, gente comune.

1946: Repubblica e una Costituzione nuova fiammante avanzatissima e bellissima. Tempo tre anni e la DC estromette PCI e PSI. Se c’era qualche speranza di cambiamento – non dico di diventare un Soviet, sia chiaro – anche stavolta meglio mettersi il cuore in pace alla svelta. Perché tanto non cambia niente. Di nuovo. Ancora.

2012: alle elezioni liste bloccate, si vota solo il Partito. E niente referendum (peraltro con quesiti posti malissimo). Un cittadino comune, normale, sente sempre più distante lo Stato: si guarda intorno e si accorge che non ha tutele se non ha conoscenze, che gran parte delle sue garanzie esiste solo sulla carta, che dopo 66 anni la Costituzione non è ancora stata applicata del tutto.

Conclusioni: niente revisionismi, niente difese di un Partito piuttosto che un altro, niente polemiche. Solo una cosa: in Italia la ‘massa’ (=gente comune, popolo, maggioranza; esempio: la popolazione di un paese o di una città) è sempre stata esclusa dalle decisioni. Chi decide non lo fa praticamente mai nell’interesse dei cittadini italiani per due motivi: perché non ne è l’espressione diretta e perché alla fine c’è comunque tutta una serie di interessi che orientano fortemente i Governi e governanti.

Postilla: consentire l’accesso della gente normale, comune, ci farebbe tanto bene. Ce lo avrebbe fatto in passato e continuerebbe a farcelo. In ogni aspetto della vita. Il guaio è che i grandi numeri, da questo punto di vista, in Italia spaventano: è come (esempio non a caso) quando tutti i fedeli voglion leggere la Bibbia da soli. Che senso ha, allora, tenere il prete? In Italia è sempre stato così. Col risultato – assurdo – di medicine più amare del presunto danno: vent’anni di dittatura, cinquanta di predominio moderato in politica. E le speranze? Il messaggio è: meglio lasciarle perdere. Oppure portarle avanti, ma sempre da solo fino a che ti stufi e come tutti guardi al tuo orticello. E chissenefrega del resto.

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