Punto

Coincidenze. Certe giornate raccolgono insieme tanti eventi. Diversi o uguali. Cose che capitano soprattutto per caso.

Un quarto di secolo. Un altro anniversario. Una sagra. Un paese di una regione bellissima. Persone che un tempo erano imparentate e persone che, chissà, forse un giorno lo saranno.

Giornate che condensano emozioni. Emozioni collegate a ricordi nitidi e precisi. Emozioni anche createsi per l’occasione.

Marmo bianco che risalta sullo sfondo blu del mare. Marmo bianco che mi (ci) fa sempre piangere.

Una casa che conoscevo, che ho goduto, che ho saccheggiato. Irriconoscibile perché ci abita una vita nuova.

Il guaio dei ricordi è che sono belli. E che, quando torni dove li hai vissuti, ti salgono su tutti insieme e ti intasano. E devi sfogarti in qualche modo.

Ma il guaio più forte dei ricordi è che ti fanno dimenticare che appartengono al passato. Torni in certi posti, vedi certe persone e credi di essere tornato indietro. Alla realtà. Ma quella realtà è solo ricordo. La nuova realtà, l’unica vera, è il tempo che ticchetta nell’orologio al polso. Non ha senso, alla fine, voler ricreare il ricordo.

Tutto scorre, tutto capita e ci tocca solo vivere in mezzo al tempo. Il passato può farci da guida, da bussola, ma è nel presente che si vive. E nel presente bisogna fare i conti con tutte le situazioni, e superarle. Oppure trovare un qualche compromesso, altrimenti non si vive più.

E poi, è bello anche avere nuovi ricordi ambientati negli stessi posti.

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