fernanda pivano

ho appena saputo che è morta Fernanda Pivano. e questo, oltre ad intristirmi e ad immalinconirmi, mi ha anche fatto sentire molto cretino: infatti, ho appreso di questa mancaza da facebook, e nonostante tutto quel che di positivo si possa dire su facebook resto dell’idea che apprendere della morte di qualcuno attraverso questo social network sia abbastanza squallido. ma tant’è…
mi girano un po’ le scatole, perché insomma tutti noi restiamo soli. restiamo soli perché il tempo scorre, sempre, intorno a noi; e si mangia tutti, noi come quelli che ci circondano, conosciuti o meno. e forse uno dei privilegi della gioventù è quello di lasciarti per il momento inebetitamente fermo e sicuro della tua pelle ancora senza rughe, mentre intorno a te tutto sfiorisce: naturalmente, anche tu, seppur giovane, stai cominciando a sfiorire; solo che la gioventù ti concede il privilegio, sottilmente sadico, di non accorgerti che anche tu sarai succube del tempo. e ti lascia in quest’età così privilegiata e sicura per molto: fino a quando una delle mille magagne degli "anta" ti fa chiaramente capire che anche la tua comincia ad essere una bella età…
se la gioventù ti fa credere di essere immune dalla vecchiaia e dalla morte, essa è però pure molto cattiva: non solo perché ti culla con l’illusione del perdurare della tua acerba età, ma anche perché ti lascia testimone di coloro che intorno a te se ne vanno. prima i nonni, poi i genitori, o qualche parente; ma anche persone che non si conoscono direttamente ma che, attraverso un libro o una discussione o un pensiero o un quadro, hanno acquistato eterna stima presso di noi. sono, la maggior parte di queste persone, i nostri maestri: mai li abbiamo avuti di fronte alla cattedra nell’aula del liceo, ma il loro pensiero ci ha accompagnato educandoci negli anni…
 
e perciò, dopo Montanelli, De André, Biagi, Oriana Fallaci, tocca accorgermi che anche Fernanda Pivano se n’è andata. tocca rendermi conto che sono un poco più solo… e forse è buffo, perché io della Pivano non ho mai letto nulla. però lei era amica di De André, di Hemingway, di Pavese, di tanti altri maestri. e ora si gode la sua pensione da maestra insieme ai suoi simili, anche se non saprei con precisione indicare dove…
 
e chissà, forse Cesare Pavese la corteggerà di nuovo. come in quegli anni lontani, quando erano entrambi giovani e lui si innamorò di lei, che aveva aiutato a tradurre la Spoon River Anthology…
e magari stavolta Nanda ci sta… chissà.
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