nuovi avvenimenti impetuosi che per forza di cose trascinano e portano avanti

oggi ho iniziato a scrivere la mia tesi triennale… oggi che è anche il primo giorno da presidente-presidente di Obama. ma non credo che le cose siano collegate…
ho deciso semi-estemporaneamente di tornare a graffiare il web di queste pagine perché l’ho sempre fatto, nelle "grandi occasioni", e perché mi sono anche accorto che ormai, anche se non si può vedere, su queste pagine si era accumulata troppa polvere, e quindi rischiavano di cadere nel dimenticatoio. come quel miliardo di cose, oggetti, progetti, fotografie, disegni che tanto spesso quasi tutti iniziano a fare con entusiasmo e passione, per poi un giorno lasciare a metà: la scusa, di solito, è semplice; basta dirsi, o ripetersi, "lo faccio domani". e poi, quando quel domani è diventato oggi, dirselo nuovamente, e poi ancora una volta, ed il gioco è fatto. insomma, basta soltanto credere alle proprie scuse per dimenticarsi dei problemi…
potrò sembrare ipocrita, visto che anch’io ultimamente lascio trascorrere tantissimo tempo tra un post e l’altro, ma non mi interessa più di quello che gli altri possono pensare di me.
ultimamente sorrido spesso. ultimamente ho scoperto il fuoco impetuoso al quale scaldarmi completamente. ultimamente, insomma, sono soddisfatto e contento di me stesso. chissà, forse prima o poi riuscirò anche a rilassarmi un poco di più, ma questo si vedrà…
sono contento perché mi accorgo che, piano piano, i tasselli stanno andando al loro posto. per troppo tempo mi sono intristito la vita, gli anni più belli, alla ricerca di qualcosa che, chissà, cercavo nelle persone sbagliate. per troppo tempo ho inseguito il fantasma di quello che dovevo essere, e per troppo tempo mi sono costruito balle impalpabili alle quali credere, solo per non ammettere che avevo sbagliato. come se quasi fossi affezionato ad essere sempre "di meno", ad essere sempre "in negativo". per troppo tempo mi sono autoflagellato dandomi dello "sfigato", solo perché così potevo trovare un nascondiglio intoccabile alla mia insicurezza.
e pensate che ero quasi riuscito ad autoconvincermi che il mio destino fosse quello. al punto che, all’apparire della mia scialuppa di salvataggio, quasi rifiutavo orgogliosamente di salirvi. che sciocco! quante sciocchezze! quante fandonie!
mi è bastato dire sì, e lasciare che i miei occhi incrociassero un altro paio di occhi; mi è bastato lasciare che altre mani stringessero le mie, così screpolate ormai; mi è bastato, una volta tanto, lasciare perdere le paranoie, le fasciature di testa anzitempo, il pensiero del domani, per capire che l’unico modo per mordere la vita, e bere con avidità il suo succo prelibato e dolce, è lasciarsi andare.
devo dire troppi grazie ad una persona, che a quanto pare è stata capace fin da subito di vedere dentro di me e che mi sta insegnando pian piano a vivere, a capire, a realizzare e anche a scoprire quali limiti sono troppo difficili da valicare. devo dirle grazie perché mi ha fatto capire che molte volte dipende solo dal modo in cui ci guardiamo intorno: se teniamo gli occhi socchiusi, tutto è sfocato, e noi ne deduciamo che tutto fa schifo; se invece proviamo, anche solo una volta, ad aprirli come si deve, capiremo come molte delle ombre che vedevamo prima non erano colpa del sole, ma di noi che guardavamo male e che le volevamo vedere.
e, per una volta tanto, scrivo qualcosa di positivo: perché troppo spesso questo space ha visto i miei sfoghi da disperato all’ultima spiaggia…
viva la vida, muera la muerte!
(in memoria di una panchina di parco sempione e di una rosa bianca; e anche di un pezzo di focaccia genovese che, quella volta, sapeva di paradiso…)
 
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6 pensieri su “nuovi avvenimenti impetuosi che per forza di cose trascinano e portano avanti

  1. …non sempre il succo che beviamo è dolce e prebilato, ma qualcuno aveva anche detto che, più la medicina è amara, più fa bene.Pure io ho iniziato a buttare giù (perché la sto proprio buttando giù…come arriva, arriva. almeno per ora) la tesi in questo periodo e, sempre io, ti suggerisco di restare aggrappato all’appiglio che hai trovato…ma queste cose te le ho già dette qualche giorno faTutto sommato, chi se ne frega se questo fottutissimo sole di cui parli ha creato anche delle ombre, l’ importante è che ci abbia scaldato il sedere almeno un po’.Felice che tu abbia trovato la tua Exact Rock (ma un segno di questa positività si poteva già intuire dal fiore che adesso tieni in mezzo ai “capelli”, mi pare…occhio però a non esagerare con questo tipo di “gaiezze”).Buon viaggio, blood brotherM.

  2. grazie marcello… ti assicuro che me lo terrò strettissimo, questo appiglio. perché è un salvavita fantastico…tranquillo, i fiori sulle orecchie li uso solo nelle circostanze beat, quando voglio fare il gigimeroni. nella fattispecie, era genova per de andré…ti faccio tanti auguri per la tesi (tra l’altro, su cosa?) e mi ha fatto veramente piacere leggere il tuo commento.un abbraccio e buon viaggio anche a te. tra l’altro, trovo che bloodbrother sia bellissimo…a bientot

  3. io vorrei citare Filo, il quale mi disse un dì che se trovi il modo di bertela la vita allora te la vivi davvero; se ti lasci vivere invece quella si beve te.partecipa sempre senza rimorsi.e poi il saper parlare di amore senza retorica é una delle qualità che ammiro di più in un bravo scrittore.

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