la nuit

cette nuit là, je regardais la lune.
et elle me souriait.
et elle brillait.
bestemmio incivilmente alcuni versi di prévert, ricordo di una poesia studiata in francese alle medie, per parlare di notte. o meglio, della notte.
amo la notte. la notte è amica, sempre. la notte è buia, quindi nasconde i tuoi segreti senza dirli mai a nessuno. la notte ti avvolge e sempre, un poco, ti sconvolge: perché la notte è buia, manca di luce e quindi di riferimenti, e obbliga a ricrearsi quelle certezze che la luce del giorno e la vita rendono ovvie, ma che basta un tramonto a cancellare.
la notte è affascinante perché è misteriosa, risveglia dell’uomo il lato in-civile, ovvero più selvaggio ed arcano, meno costruito artificialmente dalle convenzioni della società. la notte è anche riposo, distacco dalla routine quotidiana del lavoro e del pensiero diurni per avvicinarsi ad uno spazio più intimo e proprio.
la notte livella mancanze e pregi, annullando contorni rende tutto più amichevole. rende persino più belli, a pensarci.
la notte è il regno dell’amplesso, dell’abbandono alle sensazioni irrazionali; delle poesie scritte da anime tormentate, dei pensieri più dolci e più sconci; delle imprese più ardue, dei riposi più validi; è il regno del divertimento, dello sballo, delle bevute; del ritagliarsi un poco di spazio per sé, dello studio più frenetico e meno efficace.
dei sogni di gloria. o semplicemente dei sogni (e scusate se è poco).
la notte abbraccia tutto, ed arriva sempre. ed è per tutti uguale, perché tutti, prima o poi, fanno lo stesso gesto: si coricano, per terra o su sontuosi letti a baldacchino, su materassi a molle o su pagliericci luridi; stendono le membra; chiudono gli occhi e dormono. si abbandonano coscientemente all’inconscio…
sarà forse per questo che il sonno è spesso una metafora della morte?
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12 pensieri su “la nuit

  1. era preso male ma ci azzeccava sempre e poi, come mi disse qualcuno una volta, lui voleva incitarci a vivere come non ha mai potuto fare, dalla sua stanza, dai suoi libri latini…la sua poesia è vita, non depressione.
    ci ho impiegato un pò a capirlo.
    e mi sembrava giusta la oesia di giacomino per spiegare le sensazioni della notte.
    (era pure gobbo. puarì!)

  2. sicuramente, è una chiave interpretativa molto valida e bella la tua (ma come cazzo scrivo? non starò mica diventando un professore?).
    e forse, come discutevamo un giorno, anche lui se avesse conosciuto la felicità di una vita "normale" (leggi più comune, più mortale) non avrebbe scritto quello che ha scritto…
    o no?
     

  3. per rimanere in tema:lo scorso fine settimana sono andata ad un raduno di 2Cv a ferrara e c’era un tizio che -signore e signori- si chiamava Iuri. abbiamo lungamente fatto i coglioni insultandoci via megafono da una parte all’altra del campeggio. da lì ho deciso (e te lo comunico nel caso ti interessasse) che i tizi che si chiamano Iuri devono essere per foza simpatici. vedi il buon vecchio Jury Chechi anche se si scrive in modo diverso. quindi mi stai simpatico.(niente, cazzeggiavo. scusa.)

  4. uau grazie! che bello, un’altra clara che mi conosce…
    beh, non so se tutti gli iuri siano simpatici: ne conosco solo uno, me stesso, e non posso dire automaticamente di essere simpatico, sennò sembra che mi faccio pubblicità.
    comunque grazie della visita, non ti scusare proprio.
    ciao

  5. ti stai decisamente facendo pubblicità.lei è l’altra clara che conosco che ti dicevo. insomma.
    le clare e gli iuri s’incontrano. momenti di pathos incredibili.
     
    (cla,perchè giravi col megafono?!? poi sono io…)

  6. clara legge i commenti al suo commento e annuisce gravemente con la testa. poi: perchè giravo col mega…oh. non ci avevo pensato. non lo so, ce lo siamo portato dietro e basta. era divertente nei giri in macchina (tipo cento 2Cv in fila) passare per i paesi in piedi sul sedile con la capote aperta e urlare "donne, mogli e casalinghe! è arrivato l’arrotino!".poi serviva per comunicare col suddetto Iuri. lui era uno degli organizzatori quindi gli serviva per comunicare "ragazzi in spiaggia si beve aggratis" e cose così.poi era divertente.e attaccato alla cintura col moschettone mi dava quel nonsochè di manifestazione.pathos alle stelle a questo punto.scusa Iuri per l’occupazione abusiva del blog. ti va di culo che non ho a portata di mano il megafono, potevo organizzare un sit in con tanto di striscioni se no.tornerò.

  7. adoro i sit-in…
    tra le altre cose, sì: mi faccio pubblicità. e quando la mia fama sarà stratosferica, allora, quel giorno, sarò ancora il solito stronzo (che era anche uno dei nomi che usavo su messenger)…
    ciao clare.
    pathos. super pathos. e batticuore per l’emozione di incontrare ADDIRITTURA due clare, più un solo iuri.

  8. no fantasticoooo. l’arrotino!! invece ogni mattina alle 9, a remedello, passa un camioncino con una musichetta simpatica tipo zecchino d’oro (na na nana na nanana. capito no?) e io non so ancora che lavoro fa quel tizio. Qualcosa coi materassi, il materassitaio…o giù di lì. Ai sit-in partecipo anch’io. Così momento di pathos su momento di pathos si crea una sorta di aura di allegrezza e armonia cosmica che nessuno può immaginare.
    Clare e unico iuri (che triste…) procedete.
    Verso la notte.
    (così non sembra che stiamo apertamente dicendo cazzate su un intervento serio).

  9. non è colpa mia se conosco solo uno iuri, scusate.
    comunque sì, continuiamo a fingere. che sia un intervento serio, dico…

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