la meglio gioventù… ma è successo davvero?

la racconterò come una fiaba. prendetela con tutto il beneficio d’inventario delle fiabe, che sono talmente belle da non sembrare mai vere: sappiate però che è successo davvero, anche se non riesco a crederci nemmeno io, nemmeno adesso che è finita! c’era una volta un ragazzo. passati da poco i vent’anni, cercava d’inseguire le sue passioni studiando lettere in quel di milano. questa dell’università era un’esperienza fantastica per lui: catapultato da uno sperduto borgo di tercent’anime in mezzo alle montagne bresciane alla grande metropoli, assaporava pian piano intorno a lui il sapore dolce della vita e del mondo, riflesso ogni giorno sulle facciate dei palazzi e sulle opportunità d’incontro che la big city offre. non dico che fosse strano, questo ragazzo: semplicemente, avvertiva sempre di essere un poco discorde (nei comportamenti, nei sogni che si prefiggeva, in ciò a cui dava la priorità nella vita) rispetto al gran marasma a cui si dà il nome di normalità. ma, sciocco!, cercava di annacquare i suoi pregi nella confusione del banale, cercando anch’egli di passare inosservato ai più. era però insoddisfatto. il mondo, infatti, lo respingeva. o meglio: riconosceva in lui solo superficialmente gli attributi della quotidianità. quando si trattava di scavare un poco più a fondo, si scopriva infatti estraneo ad un mondo al quale voleva essere affine: poco concordava con le speranze e le aspettative dei più.allora, il nostro giovin letterato cercava ristoro nei libri. grazie a loro, si costruiva un’esistenza fittizia e perfetta. la quale peraltro, ad ogni minimo confronto con la realtà vera, si sgretolava lasciandolo dolente ed insoddisfatto. e nervoso e rabbioso. ma poi capitò una svolta. l’occasione tanto cercata si materializzava sotto i suoi occhi: era un treno che non si poteva lasciar scappare, un treno assolutamente da prendere al volo.lo prese, per sua fortuna. perché quel treno, quell’occasione, lo salvò. prima di tutto, perché lo scosse dall’apatia nella quale era caduto, e dalla quale traeva spunto per criticare senza agire ciò che gli stava intorno. era in pratica scivolato in un fossato profondo dal quale, in fin dei conti, lui stesso non voleva risalire. era infatti facile lasciarsi abbandonare allo sconforto chiudendosi sempre più in sé stesso; meno facile, reagire scrollandosi di dosso la malinconia…ebbene, l’occasione per risvegliarsi l’aveva trovata. ed era un’occasione così inaspettata che si chiese se davvero fosse stato lui a cercarla o se, piuttosto, non fosse stata lei a trovarlo. l’importante fu che accadde… l’occasione lo portò lontano da casa, tra facce nuove ma da subito amiche e familiari. in mezzo ad una baraonda allegra e frenetica. in mezzo a tanti libri ed in mezzo a tanti cultori di libri. insomma, in mezzo a ciò che aveva sempre cercato.era qualcosa da riempire, quest’occasione. voglio dire, già esserci era molto. ma esserci significava solo avere in mano un bellissimo scrigno vuoto; perché lo scrigno fosse ancora più bello, andava riempito.”come posso fare?”, si chiese allora il giovine. già i soliti nemici, sconforto e paura, lo attanagliavano nelle viscere, quand’ecco apparire all’orizzonte una simpatica combriccola di persone. tutte diverse, tutte giovani, tutte disposte a dargli una mano.”vieni con noi”, gli dissero, “noi sappiamo come si fa. noi ti possiamo aiutare. ma ricorda, devi fare la tua parte, perché noi ti daremo molto, ma molto devi darlo anche tu!”.ed il giovane, già rincuorato, se ne andò con loro per vicoli e palazzi e piazze… poi successe una cosa strana: successe che il tempo sembrava fermo, e che tutto intorno fosse diventato un sogno irreale. irreale perché, a differenza della vita che il giovane aveva finallora sperimentato, tutto cmbaciava alla perfezione. tutto era bello, vero, stimolante. ma non era proprio un sogno, perché spesso sentiva voci reali, diverse da quelle di chi lo circondava, urlare “bravi!” e poi battere le mani. e, addirittura, chiedere autografi… a lui, che gli unici autografi “importanti” che faceva erano quelli sul registro dopo gli esami dell’università… ma un giorno il treno si fermò. non perché si fosse guastato, o avesse finito il carbone per proseguire: no! semplicemente, si fermava perché il suo compito era esaurito. il giovane ragazzo scese, frastornato dopo una settimana di emozioni intense e poco sonno. e quale meraviglia nel vedere che la realtà vera intorno a lui non lo spaventava più come prima. quale stupore nel considerarsi finalmente, una volta tanto, cresciuto e maturo. e per di più, CONSAPEVOLE del proprio valore e della propria maturità… insomma, se ne dovette tornare a casa. al borgo montagnoso, dove anche il dialetto è spigoloso anche se affascinante. ma ci tornò contento, senza lo sconforto tipico del ritorno da un viaggio che sappiamo irripetibile ma che ci lascia solo la voglia di abbandonare la quotidianità per il paradiso appena lasciato. no, stavolta era diverso. stavolta, la quotidianità non faceva più paura; stavolta, sapeva che il migliore era lui… aprì lo zaino. stupore: lo scrigno era pieno di gioielli e gemme preziose. era grazie al suo tesoro che ora camminava deciso verso le sue méte… dedicato ai migliori gioielli del mondo: anna, serena, federico, ancora anna, greta, marcello, enrica, elettra, flavia, sonia, sara, irene, francesca, roberto, paolo, mihaj, alice, alessandra, ilaria, filippo. ciao, mi mancate già!!!! P.S. ulteriori approfondimenti su lalbatro.splinder.com! P.P.S. non so se visse per sempre felice e contento: però, visse meglio perché aveva scoperto molto di sé e del mondo…
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10 pensieri su “la meglio gioventù… ma è successo davvero?

  1. è stato talmente bello che ci sentiamo come principi, principesse, fate, folletti strappati al nostro bosco incantato. Ma il nostro bosco incantato possiamo costruircelo noi, abbiamo una, tante bacchette magiche: armati dei nostri tratto pen possiamo colorare il mondo, dipingerlo come più ci piace, illuminarlo. E se arriverà l’orco, la strega cattiva, il lupo o chi per loro, dovranno vedersela con noi. Oppure potremmo tendergli una trappola e rinchiuderli in una gabbia con Rombo di Tuono! 🙂
    Ti abbraccio forte,
    Sò!
    p.s.: ci si vede domenica, veeeero???

  2. bella sta roba della fiaba. comunque concordo, è stato il top. a me personalmente, ha aperto gli occhi su una marea di occasioni e opportunità che erano lì pronte, e aspettavano solo di essere RIscoperte.
    grazie anche di questo, per avermi fatto capire che basta impegnarsi e soprattutto VOLERE e tutto diventa possibile.
    ci vediamo domenica, certo.
    bacio

  3. sì, ragazzi. siamo noi, gli Aristoi
    (ovviamente in una accezzione puramente linguistica.nessuno al mondo è più anti-aristocratico di me). ;P
     
    e come tali dobbiamo comportarci.
    non ci resta che VIVERE. ogni giorno, anche in un buco provinciale in mezzo a vecchi e "bambini già vecchi."
    perchè, come dice sonia, il nostro mondo non è qualcosa di fiabesco che è finito settimana scorsa, ma è qualcosa che abbiamo tra le mani in ogni istante. e blurandevù è servito "solo" ad insegnarci che vivere meglio è possibile.
    basta VOLERLO,
    e FARLO!
     
    blurandevù è solo una settimana all’anno.
    ma la vita di ciascuno di noi è ogni giorno, tutti gli anni.
     
    e allora, quello che ora siamo capaci di fare è portare quella vitalità, quella frizzantezza, quel vigore, quella fortitudo e quel coraggio nella vita di tutti i giorni.
    e renderla fantastica,
    tutti insieme,
    ognuno nel suo buco provinciale.
     
    vi amo.
    e ho una gran voglia di vivere questa grandezza con voi.
     
    a domenica!

  4. Minchia i superamici eheh.
    Scherzo.
    Non ho apprezzato l’intervento visto che è una dichiarazione mirata e quindi non coinvolge me come lettore, tuttavia, il fatto che ci siano in giro queste sensazioni, questa gente contenta per quanto possa essere o no banale il motivo della loro allegria, mi fa piacere.
    Non so tuttavia in cosa corrisponda questa settimana blurandevù. Sicuramente non una boiata visti gli effetti su di voi.

  5. La più bella favola che abbia mai letto!! La cosa più incredibile è che non l’ho solo letta ma anche vissuta sulla mia pelle per sette giorni. Sette giorni di vita (fiabesca o meno) vissuti veramente e passati troppo, veramente troppo in fretta…
    Grazie Iuri!! Grazie per le tue russate che mi hanno tenuto sveglio la prima notte, grazie per il corso accelerato di bresciano contemporaneo (vedi FORMAI TRIDAT)…grazie di questa favola ambientata nella terribile selva mantovana!!
    Ci vediamo domenicaaaaaa!!

  6. nessuna boiata, signori e signore…
    e che di boiate a sto mondo ce ne son tante.
    come si fa a spiegare a chi non c’é stato cos’é Mantova per noi, anche se mille parole e progetti parlano del nostro grande entusiasmo?
    beh, io ci provo: Mantova é MERAVIGLIA, STUPORE, PARTECIPAZIONE. é TUTTO (Marcello docet), e siamo NOI.
    magnifico post Iuri. Hai ribaltato la tua timidezza. Ricordami che ho una domanda da farti..
    a domani oramai.
    un abbraccio

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