banali riflessioni di un mangiatore di cocco – di iuripatata (perdigiorno)

banale risveglio di banale giornata. unica peculiarità della mattina, essere l’inizio di una nuova settimana. nulla di più e nulla di meno.
il mio umore combacia perfettamente col tempo, visto che entrambi sono pigri all’ennesima potenza. e mentre mi alzo grattandomi una coscia, pensando che di là in cucina ci sarà un melotti ad augurarmi il buondì, sono già indeciso se risotterrarmi nel letto o scegliere di affrontare la giornata. ma ormai, penso, la fatica di spostare il mio corpo da orizzontale a verticale è fatta, ed infilo con fatica le infradito nella luce del giorno già fatto (sono le 11: "vergogna!" direbbe qualcuno…).
ultimamente mi sono affezionato al cocco: ne ho comprato uno, mercoledì, e a mezzanotte della sera stessa ero in cucina tentando di farmi denunciare da vicini inferociti per"disturbo della quiete pubblica" mentre con un martello cercavo di rompere il peloso frutto. che è tanto bastardo da aprire quanto invitante da gustare. simbolo d’estate, e di tutti coloro che sulle spiagge passano la giornata gridando "cocco bello!", mi ricorda i miei sei anni sulle spiagge di cervia, quando avevo troppa paura dell’acqua e dei granchietti (va be, ero piccolo suvvia!) per andare in acqua, e uno dei diversivi ai miei giochi con la sabbia sotto l’ombrellone era di farmi comperare il cocco. era troppo invitante, così bianco, e fresco, e bagnato, e appoggiato su quelle foglie dentro i cesti (una specie di feticcio erotico, dico col senno di poi; ma tralasciamo…). l’unico inconveniente era che non è che mi piacesse granché, all’epoca; e dopo averne sgranocchiato meno della metà, finivo per abbandonarlo ai denti molto più forti dei miei del genitore o della genitrice, sentendomi dire ogni volta "te l’avevo detto di non prenderlo, ché tanto non lo finivi…".
ricordi sfuocati ormai… io sono cambiato, così come la mia casuccia di via murat a milano è, anche usando tutta l’immaginazione del mondo, qualcosa di completamente diverso da una spiaggia estiva: eppure il cocco non è cambiato. e dal frigo sembra sussurrarmi, come un diavolo tentatore, "mangiami! sono qui, così vicino a te… allunga quella cazzo di mano… dai!". è ancora bellissimo, con quel contrasto fantastico tra il bianco perfetto della polpa ed il marrone scuro della buccia esteriore. ora però riesco a mangiarlo tutto (quello di mercoledì è finito venerdì, e sabato ne ho comprato un altro che però non sono ancora riuscito ad aprire): maledizione, sono diventato grande anch’io!
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9 pensieri su “banali riflessioni di un mangiatore di cocco – di iuripatata (perdigiorno)

  1. din don: informazione di servizio…
    per michi che mi ha inviato un messaggio: non riesco a contattarti perché mi dice che ho le "impostazioni di qualcosa" sbagliate… comunque grazie, se vuoi commentare qui magari riesco a risponderti. ma sei maschio o femmina, michi? ciao

  2. io ho mangiato un kiwi e stamattina, col tempo triste e mogio che c’era, speravo di tornare a dormire per 15 giorni. anzi, no, un mese, almeno finchè non parto per londra perchè sto sfollando. anch’io sono grande, credo, ma non so se sono migliore. io mi sento peggiorata. forse ho anche qaulche chilo in più. tastati la panzetta, se c’è vuol dire che sei grande 😀

  3. diciamo che ci diamo dei grandi solo perché non ci lasciano più essere piccoli, o meglio che non ci tratta più nessuno come dei teneri bei bimbi da coccolare e stropicciare. che invecchiando si peggiora è vero, assodato, dimostrato e lampante. se come garanzia di "grandezza" mi offri questa prova del 9, ti comunico che sì, allora sono grande. ma i magri non crescono mai???
    ciao, auguri per londra. aspetto la cartolina…

  4. maledetti pelle e ossa di merda! ma se non esistono perché li vediamo? sono forse delle proiezioni di come a volte vorremmo essere? mah…
    per problemidubbiperplessitànadadenada (come già dissi a qualcuno una sera) CHIEDI ALLA POLVERE! che poi sia un invito a pippare non so…

  5. se non è un invito al pippofacile è almeno un film.sdolcinato melenso mal recitato, ma pur sempre un film.
    e poi credo che i magri siano come i concettin di matrix: quello che vedi in realtà ti è stato impiantato nel cervello affinchè tu lo vedessi. Come la ragazza vestita di rosso che passa…
    se i magri sono qui dateci un segno che non siete una nostra proiezione mentale. (a scanso di equivoci, io però non sono un angelo ciccione)

  6. come i concetti di matrix dici? addirittura? io mi ero fermato alla proiezione di qualcosa che immaginiamo fortemente, che non esiste ma che la nostra mente crea sulla base di un desiderio fortissimo. qualcosa di psicologico insomma… ma se mi dici che è colpa di un microchip che c’impiantano nel cervello, allora è tutta un’altra cosa…
    neppure io sono un angelo ciccione, siccome però mi sento concreto direi che non sono neanche un magro: diciamo che sono una via di mezzo…
    p.s. ma quale ragazza vestita di rosso scusa?

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