questo è stato… domani altro sarà

più o meno trecentosessantacinque giorni fa ero a milano, non certo troppo lucido visto che ero circondato dalla più enorme invasione di nastro azzurro mai incontrata da essere umano, pronto per la notte mitica dell’ultimo giorno dell’anno… e dopo dodici mesi la storia si sta più o meno ripetendo, visto che domani, insieme ad un manipolo di giovani eroi, partirò nuovamente alla volta della mitica città del panettone per cercare di distruggere un altro pezzetto del mio già traballante fegato abusando di alcool…
ebbene, la storia si ripete, e non solo per me: infatti, com’è da sempre, ad un anno che finisce uno nuovo ne segue, e a quell’enorme palla chiamata mondo che ci ospita non interessa un emerito cazzo di come trascorreremo la fine, né con chi e dove saremo, perché alla fine, per il mondo, è sempre stato così… per noi comuni mortali, invece, che non abbiamo la fortuna (o sfortuna) di vivere in eterno, l’ultima notte dell’anno è un evento quasi mitico, imperdibile, da festeggiare nelle maniere più estreme possibili. e poiché sempre noi mortali, accompagnati dallo spettro della nostra più o meno lontana fine, amiamo misurare il trascorrere del tempo in mesi e anni e giorni e minuti (forse un modo in più per rendersi conto che tutto scorre e cambia e si trasforma e ci trasforma, per sentirci un poco più padroni rispetto al resto del creato, che invece non dispone di tali "possibilità"?), ecco che la fine di questo serpentone di eventi e gioie e persone che dura dodici mesi è sempre l’occasione per lasciarci alle spalle quello che, volenti o nolenti, è effettivamente stato il nostro anno appena finito, e proiettarci nella dimensione di una nuova avventura, un foglio ancora immacolato pronto ad essere riempito di mille progetti e del quale, lì per lì, non ce ne frega un emerito cazzo…
dopo questo inizio denso di cazzate, mi introduco nel nucleo del mio discorso per cercare di dare un voto al "mio" duemilasette: sicuramente un anno importante, anche se non so bene perché; lungo di sicuro, anche se spesso e volentieri non sembra… un anno, appunto, cominciato all’ombra della madonnina (o meglio della stazione centrale), trascorso poi per lunga parte sempre a milano ma con il divertentissimo diversivo di quattro mesi di dolce postinaggio tra i boschi, i prati e i pascoli della valle camonica. un anno strano, durante il quale ho cercato per la prima volta di realizzare, con le unghie e con i denti, quello che sentivo essere il mio più grande e potente desiderio di trovare una ragazza (desiderio destinato, naturalmente, a non vedere mai altra realizzazione se non i miei tanto amatodiati sogni, ma che comunque è servito, eccome). un anno nel quale, e forse anche qui l’ho capito per la prima volta, mi sono immedesimato con consapevolezza in quella che è la vita vera: non so, sarà stato lavorare per un periodo di tempo che per i miei standard da paraculo è sicuramente stato il più lungo, o perché sono stato volente o nolente a contatto con quelle che a mio parere possono sicuramente dirsi situazioni di vita quotidiana (non da film, insomma, o da vita sempre e solo sognata), fatto sta che è stato un anno che mi ha fatto capire parecchie cose. tra le altre, e di nuovo più o meno per la prima volta, l’essere riuscito ad intravedere, in mezzo alla foschia e alla confusione dei miei 21 anni, quella che più o meno dovrebbe essere la mia strada: ho avuto la consapevolezza che il cammino fatto finora è stato lungo ma che ci sarà ancora tantissimo da camminare, ma che comunque (e tocchiamoci le palle) la strada per la quale mi sono messo in cammino dovrebbe arrivare alla direzione giusta.
per il resto che dire, tra le mille facce che hanno composto il mosaico di quest’anno mi sono continuato a ritrovare in alcune, anzi con alcune in particolare il rapporto è oramai cementato, mentre magari mi sono allontanato da altre, e di questo mi rammarico; altre, tantissime, sono entrate di sfuggita durante i quattro mesi di lavoro (i colleghi e tutte le signore anziane che ogni giorno incontravo) mentre sei, quelle che mi sono più vicine, le sento sempre più mie, anche se ogni giorno, in bene o in male, cambiano…
propositi per il 2008??? ma de che??? meglio vivere alla giornata: le cose migliori capitano sempre per caso, e quindi è meglio non pianificare proprio nulla ma essere pronti a lanciarsi e prendere il treno proprio nel momento in cui passa…
a tutti buon anno!!! fate i bravi, bevete e moltiplicatevi! io resto a guardarvi… bacioni bacioni
p.s. naturalmente 2007 è stato l’anno dei 21 (e quindi definitiva purtroppo età adulta), del ritorno in a della juve (to bastardi!) e di una nuova avventura coinquilinaria, forse meno "di lusso" ma di sicuro tutta e solamente nostra… siamo mitici!!! riciao
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3 pensieri su “questo è stato… domani altro sarà

  1. dio se ero preso male io (e non lo ero) qui sfioriamo il baratro… no scherzo patatone, dai sei allegro cme sempre, anche più del solito direi… invece no, sembri quasi più maturo.. mi spaventi… innanzitutto sei il solito picio, stai tranquillo bambinone che non è che tra la posta di ste autunno c’era un pacco di sapienza indirizzato a te…
    cmq sì, forse sei cambiato, ma per fortuna ci sono io che sono ancora un pò peter pan che ti tengo giù con gli anni… dai ti compro un biberon, anche se probabilmente tu vorresti unatettarella…
    ok basta stronzate: quest’anno con te è stato davvero bello, come gli altri d’altronde, sei come la mia cavigliera che ogni tanto mi ricordo di controllare se si è spezzata ma lei è sempre lì (cioè non c’entra lo spezzarsi, c’entra l’esserci sempre, come un’abitudine)..  una bella abitudine…
    a parte ste leccate bè che ti devo dì… ti voglio bene, perche sei saggio, perchè sei un cretino, perchè sei un pò represso, perchè ci stai dentro e sei fuori, perchè sei un cristiano e di destra ma quando siamo a casa mi lasci fare un bordello da comunista, grazie per esserci roccia…
    ok ancora leccate…
    sì si matura, ma è solo esperienza di ciò che è stato, deve essere un qualcosa che si guadagna, non vuol dire che bisogna perdere qualcosa…
     
    ok ok basta, solo che faccio veterinaria ma non riesco a curare l’otite del mio cane quindi mi tendo pronte altre strade… ciao picio, a domani
    ps quest’anno ci sono anch’io a milano… niente sarà più come prima…

  2. e nn so che dire…tutti fanno bilanci di fine anno…quello che li fa peggiori son io che dovrei esser in grado dato la mia facoltà di studi…bilanci e mastrini all’ordine del giorno…cmq…evidentemente una strada per l’essenza della mia persona non esiste..quindi a quanto pare devo trovare un qualcosa per riuscire a conquistare un occupazione che mi mantenga in vita…e nel tempo libero potrò dedicarmi a ciò che veramente sono…
     
    questa è la sorte che spetta troppi di noi nel mondo d’oggi..per questo io e riky fonderemo una comune..nella quale ognuno potrà dedicarsi senza preoccupazioni a ciò che più brama…..
     
    lo dico anche a te : CHI SPINGE HARDCORE LO VEDI DAI TRATTI SOMATICI!
     
    GIBO

  3. questo commento è puramente un insulto: ho detto che lasciavo fare alla gente quello che voleva fare ma non ho detto che non la insultavo: questo è per te patata al forno, non ci si può lamentare se dopo fai tu le stesse cose! Ipocrita! come si può non uscire quando nevica? no no iniziamo male l’anno…
     
    ok, forse ho esagerato… ma bisogna aspettarsi tutto da questo nuovo rky v.08, stai attento patatina che c’è la rivoluzione…
    scherzo dai picio, studia studia che poi facciamo il libro sul nostro viaggio in africa… oppure la storia dell’niviato del nation geographic che viene divorato da delle giraffe davanti al suo compagno scrittore imprigionato dagli zulu…
     
    ok con questa parte ridere ho bilanciato gli insulti quindi mi sento apposto con la coscienza… ciao patatina

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