MAMMA MIAAAAA

MAMMAAAAA MIAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!
pulchri iuvenes et pulchrae puellae, sn appena tornato dalla serata più mitica di questa settimana appena cominciata: sn andato a vedere BENIGNI CHE LEGGEVA DANTEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!
mio dio è stato indescrivibile: magari avere benigni che t legge la commedia anke a scuola, scommetto ke c s appassionerebbero d + tutti…
comunque ragazzi è stato superlativo: a parte che ho visto anche 1 casino d vipppsss (tra cui Adrianone Celentano, la Panicucci, la Perego, la Moratti sindaco, Fede, 1 dei Fichi d’India e naturalmente Benigni) è stato veramente1distillato d emozione pura…
l’inizio è stato tipicamente benigniano, con entrata in scena saltellante e prologo satirico contro gli stravizi della politica e della società italiana. poi però siamo passati ad affrontare il tema Dante, così spesso invocato dal suo conterraneo comico come colui che ha saputo INVENTARE qualcosa d mai visto prima, d mai sentito, qualcosa x cui Dante stesso ha rischiato spesso l’accusa d eresia o quanto meno d sconfessione (come può un buon cristiano provare pietà x le anime dannate dell’inferno), ma che sicuramente vale la pena leggere e incorporare in noi stessi, x cercare d comprendere quanto l’uomo, sebbene fragile creatura destinata alla fine terrena cm tutte le altre bestie, possegga xò la capacità d elevarsi sopra tutto il creato grazie al suo intelletto e alla capacità d creare grazie alle sue capacità artistiche…1poema creato x 1 donna, x poter riabbracciare anke solo x finta la tanto bramata Beatrice, e ke lo spinge ad invidiare la sorte d Paolo e Francesca (i protagonisti del 5canto dell’inferno ke benigni ha letto), dannati e allo stesso tempo uniti x tutta l’eternità…un’eternità che noi stessi, oggi come ieri, invochiamo sempre come limite ultimo del nostro amore per qualcuno, un’eternità che xò l’uomo nn sa comprendere x’ nn ne ha la cognizione, la stessa eternità che, dice il sommo poeta, l’uomo comprende solo alle porte del’inferno, d fronte all’orrido Minosse dispensatore d giudizi e castighi, d fronte al quale la coscienza dell’infinità della pena spinge l’anima appena morta dell’uomo a bestemmiare la divina vertute, ovvero il momento stesso in cui il ventre d sua madre s gonfiò e lo partorì, il momento stesso in cui suo padre mise gli occhi su sua madre, il momento in cui i suoi genitori ebbero la malcapitata idea d generarlo al mondo…
un’eternità insomma diversa da quella beata d beatrice, e anche dell’amore angelicato e puro, la cui potenza e forza è l’unico motore che sappia ancora muovere il mondo; un amore che è ormai l’unica forza capace d farci impazzire, d farci desiderare qualcosa x il solo gusto dell’irrazionalità che c ha spinti a volere questo qualcosa (o meglio qualcuno), una forza capace ancora d sconvolgerci l’anima…una forza d fronte alla quale anche la dannazione del castigo eterno appare a Dante pena troppo grave per la colpa commessa in suo nome, una forza che, alla fine del canto, lascia il sommo poeta svenuto e sfiancato per il dolore che le povere anime d Paolo e Francesca devono e dovranno provare x tutta l’eternità…
e x concludere, dopo averlo interpretato tutto, benigni c ha anke letto tutto il canto, terzina x terzina, illuminato dall’unica luce ke rompeva il buio del palasharp: 1 condensato d emozione pura ha cominciato allora a vibrare, incanalato nella voce d benigni, distillandosi poi in sottili lacrime d passione ed emozione pura ke hanno tenuto tutti col fiato sospeso, tutti a naso all’aria, ansiosi d respirare e gustare queste gocce d passione pura, d sentimento, lacrime d qualcosa ke l’uomo è stato ed è ancora capace d produrre e che gli permette d innalzarsi al d sopra del mare d mota nel quale spesso le sue stesse azioni lo obbligano a vivere x innalzarsi sopra la terra, sopra il concreto il materiale e il reale, e gustare quasi l’ebbrezza del punto d vista ke solo dio ha…
ragazzi ke emozione: sn rimasto senza parole ve lo giuro…mai avevo provato 1 sensazione del genere, dentro m sentivo tutto vibrare e rimestare e sobbalzare, mentre nn trovavo nessuna parola degna d esprimere tali emozioni e sensazioni, e l’unica cosa che riuscivo a pensare e a dire era appunto MAMMA MIA…
dev’essere simile anke la sensazione ke l’Amore, quello vero, provoca….
spero d nn avervi annoiato, ma davvero questa serata m ha riconciliato col mondo, e ho sentito il bisogno d ringraziare quella parte del creato ke, vista coi giusti okki, sa ancora creare 1 brivido: le stelle, il mare, il sole, i fiori, l’amore d 1 donna, l’innocenza e la purezza d1bambino…sfondi d 1paesaggio ke, oggi cm ieri, riesce ancora ad incantare e a far rinascere sentimenti…
grazie anke al mitico roberto benigni, ke ha saputo prestare la sua voce alla lettura del capolavoro dantesco: grazie x’ m ha fatto capire, ancora 1 volta, ke riesco a provare delle emozioni e delle sensazioni forti e vere, e questo è quello ke conta…
allora arrivederci, aspetto vostre novelle….
v abbraccio forte
buonanotte
IL TUBERO
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Un pensiero su “MAMMA MIAAAAA

  1. ma che stooooooria..troppo grande benigni..e troppo grande danteeee!!!devo assolutamente andare a vederlo anch’io..sisisi… 🙂

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