la poésie

Ciao a tutti(lo so ke nn m caga nessuno, ma m piace far finta ke c siano migliaia d milioni d miliardi d xsone, soprattutto ragazze, ke m stanno ad ascoltare urlanti e sbavanti…va be cazzate). cmq dicevo, oggi parlavo con l’uomo del giubileo su msn e parlavamo d musica…ebbene, il discorso è ke alla fine la cosa forse + bella ke s può dire d una canzone è ke essa è poesia. oddio poesia vuol dire tutto e nn vuol dire niente… io x poesia voglio dire qui un’espressione alta e pura, ke usa la stessa lingua d tutti i giorni, le stesse parole ke uno può usare x dire porcate e stronzate a iosa x comunicarci xò qualcosa d completamente diverso. o meglio, c esprime1concetto già d x se elevato usando1stile,1modo d parlare, d dire, ke s alza dalla banalità, ke c unisce x1momento a qualcosa d "puro", d diverso dalla materialità ke sperimentiamo tutti i giorni e nella quale volenti o nolenti, purtroppo o x fortuna, sguazziamo e c immergiamo e ke chiamiamo "normalità". insomma, poesia cm qualcosa d diverso, cm1estratto d sogno,1 realtà incorporea e impossibile da realizzare (vivere no) concretamente ma ke, tramite il linguaggio la musicalità l’immaginazione, possiamo anke sl x1attimo toccare… e poesia è musica anke quando nn è accompagnata da note e suono x il semplice fatto ke tramite le parole ke usa è musicalità…

ebbene signori e signore, madami e madame, belli e brutti, ricchi e poveri, juventini e interisti, vincenti o perdenti, v voglio lasciare cm es questo testo…
Mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d’amore
senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni

mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo

ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia.
L’ha scritta un ometto piccolo fuori ma grande grande dentro, + grande di tanti altri uomini ke ,x caso o x raccomandazione, sn o sn stati leader d stati o chiese o organizzazioni… ebbene, quest’uomo s chiamava FABRIZIO DE ANDRE’…m disp tantissimo ke sia vissuto troppo poco, o meglio ke io l’abbia scoperto quando era già morto: sarebbe stato bello andarlo a ved… e cmq l’eredità ke c ha lasciato quest’ometto così schivo verso la vita, della quale forse anke lui a volte s sentiva1ospite indesiderato, sta proprio nelle sue canzoni: PEZZI D POESIA PURA…
a bientot signori
il vostro TUBERO
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Un pensiero su “la poésie

  1. ecco qui l’uomo del giubileo….un accorgimento…il giubileo viene ogni 25 anni mentre io sono attivo tutti giorni…e faccio danni…..cmq…linguaggio ricercato e tuberoso…compiacente per il dialogo di oggi…la saluto caro amico…amen da dalla città che flesha…brescia….

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